Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo

Si tratta di un beneficio rivolto a tutte le imprese residenti in Italia.
A seconda della tipologia di investimento, abbiamo aliquote del 5, 10 , 15 o 20%; per le imprese del Mezzogiorno l’aliquota arriva al 45%.
Abbiamo, in sostanza, tre linee di investimento agevolato:
- Investimenti in attività di ricerca fondamentale, industriale e sperimentale, di natura tecnologica e/o scientifica => 10% per un massimo di 5 milioni di euro;
- A Investimenti in attività di innovazione tecnologica avente come obiettivo la realizzazione di prodotti o processi nuovi o migliori a quelli in uso => 5% per un massimo di 2 milioni di euro; B Investimenti per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e “green” finalizzati alla transizione ecologica ovvero alla innovazione digitale 4.0 => 5% per un massimo di 4 milioni di euro;
- Investimenti per le attività di design e ideazione estetica => 5% per un massimo di 2 milioni di euro.
Le spese ammissibili sono quelle per il personale, le quote di ammortamento, i canoni di locazione anche finanziaria, contratti di consulenza e fornitura di servizi, materiali e prodotti; ovviamente tutte le spese devono essere legate alle attività di progetto suindicate.
Per poter godere di questo credito d’imposta le imprese devono essere in regola con i versamenti contributivi ed assicurativi e debbono rispettare la normativa sulla sicurezza sul lavoro.
Si tratta di un credito d’imposta fruibile in tre rate annuali di pari importo mediante l’istituto della compensazione (codice tributo 6857), previa domanda da presentare al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tramite pec, all’indirizzo cirsid@pec.mise.gov.it.
Prima di procedere con l’utilizzo del credito in compensazione si deve aspettare il “buon fine ministeriale”.
Alla domanda si dovranno allegare: a) la certificazione del revisore legale dei conti; b) la relazione tecnica asseverata che attesti le finalità del progetto firmata dal responsabile di progetto e dal rappresentante legale della società beneficiaria.
Il diritto al credito d’imposta ed il suo utilizzo periodico va opportunamente indicato nella dichiarazione dei redditi, a partire dal primo anno di maturazione.
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