Spesso, come consulenti, ci sentiamo chiedere dai nostri clienti: “Come sta andando la mia azienda?”.
Questa è una domanda apparentemente semplice, ma in realtà la sua risposta è valida solo se confrontata con un punto di riferimento preciso. Senza un piano economico o finanziario, senza un business plan o un piano industriale, questa domanda perde di significato.
È un po’ come chiedere a un atleta amatoriale e a un professionista: “Com’è andata la gara?”. Se l’amatore ha corso in due ore e il professionista in una, chi è andato meglio? Apparentemente la risposta è ovvia, ma se il tempo dell’amatore era esattamente l’obiettivo prefissato, possiamo dire che ha raggiunto un risultato eccellente. Il professionista, invece, potrebbe essere insoddisfatto perché è andato più lento rispetto ai suoi standard.
Lo stesso principio vale per le aziende: non esiste un “bene” o un “male” assoluto. Le performance aziendali devono sempre essere confrontate con un piano, un’aspettativa o degli obiettivi concreti. Senza questo confronto, non c’è modo di dire con certezza se l’azienda sta davvero andando nella direzione giusta.
Tuttavia, molte aziende non hanno una vera e propria pianificazione. Alcune non sanno come costruirla, altre non la considerano necessaria. Questo è un problema, perché senza un piano a cui rapportare i propri risultati, si rischia di navigare a vista, senza avere una chiara idea di dove si sta andando.
Un piano economico, un business plan o un piano industriale sono strumenti che permettono di fissare obiettivi realistici e monitorare i progressi nel tempo. Senza questi riferimenti, anche i risultati migliori possono sembrare deludenti o, al contrario, i segnali di allarme possono passare inosservati.