Controllo di Gestione

Adeguati assetti: cosa chiede davvero la legge a una piccola impresa

«Adeguati assetti» è una di quelle espressioni che in azienda producono due reazioni: o non si capisce cosa voglia dire, oppure si capisce e si pensa che riguardi le società grandi.

Non è così, ed è il motivo di questo articolo. L'obbligo nasce dall'art. 2086 del codice civile e dal codice della crisi d'impresa, e riguarda tutte le società e anche le imprese individuali. Non chiede un ufficio controllo di gestione: chiede che l'impresa sia organizzata in modo da accorgersi per tempo che qualcosa non sta funzionando.

Cosa chiede la norma, detto senza giri

Tre cose, e sono tre cose molto concrete.

Rilevare gli squilibri — patrimoniali, finanziari ed economici. Cioè sapere se il capitale proprio regge, se la cassa regge, se il conto economico regge.

Verificare di poter pagare i debiti nei prossimi dodici mesi, cioè che la continuità aziendale non sia a rischio. Non «sperare»: verificare.

Intercettare i segnali di crisi, compresi quelli che non si vedono negli indici — un fornitore che non fa più credito, un cliente importante che allunga i tempi, gli stipendi pagati con qualche giorno di ritardo.

Il punto che sfugge quasi sempre è l'orizzonte: la legge ragiona in avanti. Un bilancio dice com'è andata. Gli assetti servono a dire come andrà nei prossimi mesi, ed è per questo che un bilancio da solo non li soddisfa.

Per una micro impresa cosa serve davvero

Qui la risposta onesta è che l'apparato può essere ridotto — ma tre cose non si possono togliere.

1 · I flussi in entrata e in uscita. Quanto incasso e quanto pago, nelle prossime settimane, con le date vere. Non il saldo del conto: il saldo dice dove sei, non dove stai andando.

2 · Lo scaduto. Quanto ti devono i clienti e da quanto tempo, e quanto devi tu ai fornitori. Divisi per fasce, non come totale: è la differenza fra «ho 80.000 euro di crediti» e «ho 80.000 euro di crediti di cui 30.000 scaduti da oltre tre mesi».

3 · L'esposizione verso Erario e INPS. È la voce che pesa di più nella valutazione, e anche quella che in molte aziende non ha un padrone: la si scopre quando arriva una cartella.

Se queste tre cose sono aggiornate e qualcuno le guarda ogni mese, gli assetti di una micro impresa sono a posto nella sostanza. Se non lo sono, non c'è documento che tenga.

Gli indici che di solito si citano

Nelle circolari si trovano elenchi lunghi di indicatori. Vale la pena sapere cosa dicono, perché sono le stesse cose viste da angolazioni diverse.

indice cosa mette a confronto a cosa risponde
indipendenza finanziaria patrimonio netto sul totale del passivo quanto dell'azienda è davvero tuo
margine di struttura capitale proprio meno immobilizzazioni gli investimenti sono coperti da mezzi propri?
indice di disponibilità attivo a breve su passivo a breve riesco a coprire le uscite dei prossimi mesi?
capitale circolante netto attivo corrente meno passivo corrente resta qualcosa dopo aver pagato il corrente?
DSCR flussi in entrata su flussi in uscita a sei mesi pago i debiti senza fare acrobazie?
sostenibilità degli oneri finanziari oneri finanziari sui ricavi quanto del fatturato se lo prende la banca

Il più importante per il tema della continuità è il DSCR, e ne parleremo in un articolo a parte: è l'unico che guarda avanti invece che indietro.

Perché quasi sempre i dati ci sono già

Ecco la parte che di solito sorprende: per calcolare tutto questo non serve nuova contabilità. Servono i dati che l'azienda già produce, messi insieme e aggiornati.

Le fatture emesse e ricevute ci sono. I movimenti bancari ci sono. Le scadenze dei pagamenti sono scritte nelle fatture. I debiti fiscali stanno nel cassetto fiscale. Il problema non è la mancanza del dato: è che quei dati vivono in posti diversi e nessuno li tiene allineati, per cui al momento del bisogno vanno ricostruiti a mano, e ricostruirli richiede giorni.

Un assetto adeguato, per una piccola impresa, è essenzialmente questo: le fonti allineate e qualcuno — o qualcosa — che guarda gli scostamenti ogni mese. Mercoledì raccontiamo come questa parte si può togliere di mezzo.

Cosa si rischia, in concreto

Non tenere un comportamento adeguato è considerato una grave irregolarità dell'organo amministrativo. Nella pratica delle società a base ristretta le conseguenze formali sono rare, e sarebbe disonesto agitare spauracchi.

Il rischio vero è un altro, e si vede molto più spesso: accorgersi tardi. Quando lo squilibrio diventa evidente da solo, le opzioni sono già poche e costose. Sei mesi prima, quelle stesse opzioni erano ordinarie: rinegoziare una fornitura, rivedere un prezzo, spostare un investimento, chiedere un affidamento quando i numeri erano ancora buoni.

Gli adeguati assetti, tolta la formula, sono questo: darsi il tempo di scegliere.


Mercoledì il seguito pratico: quali di questi numeri si possono calcolare da soli, ogni mese, senza chiederli a nessuno.

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